Il "Cannone"
Descrizione
del "Guarneri del Gesù"
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Una
interessante testimonianza sul violino è quella di A. Boscassi,
pubblicata nel 1909 sul già citato opuscolo il Violino di
Paganini conservato nel Palazzo Municipale di Genova largamente diffuso
presso importanti Enti musicali italiani ed esteri.
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Boscassi
qui sviluppa le informazioni, cui si è fatto riferimento all'inizio
del primo capitolo, inviate a Sulius Bòrresen.
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Egli
dice che il violino era stato erroneamente creduto di Stradivari, mentre
la sua attribuzione è sicura, come appare dal polizzino di carta
visibile dall'apertura dell'esse sinistro, in cui si legge chiaramente
la scritta a caratteri del tempo:
Joseph
Guarnerius Fecit ~ Cremone Anno 1742 I.H.S.
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Boscassi
ritiene che il violino sia quello donato a Paganini dal generale Pino,
mentre, a detta degli esperti moderni, il violino sarebbe stato regalato
a Paganini a Livorno dal Livron, uomo di affari e mecenate.
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Sempre
secondo Boscassi il violino segna la perfezione non più superata
nella fabbricazione dei violini, perché il Giuseppe Guarnerio, addestrato
alla scuola del celeberrimo Antonio Stradivario, il quale a sua volta aveva
avuto a maestro Nicola Amati, toccò per così dire l'apogeo
di quanto abbia l'umano ingegno d'arte liutista escogitato nella scelta
e preparazione del legno, nella qualità della vernice adoperata
e soprattutto nell'eleganza e semplicità data alla forma dello strumento.
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Seguono
le misure prese con l'aiuto di Angelo Gandolfo egregio dilettante
violinista:
Dimensioni:
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Lunghezza
cassa armonica compresi gli orli mm. 355 e mezzo
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Lunghezza
del manico del capostato
mm. 133
Misure
parziali:
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Lunghezza
del corista mm. 198'/2
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Lunghezza
della tastiera 262
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Lunghezza
della cordiera 115
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Larghezza
fascette 40 e mezzo
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Lunghezza
S sinistro 80 e mezzo
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Lunghezza
S destro 78
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La
cura con la quale la monografia era stata redatta testimonia la sollecitudine
dell'Amministrazione verso il prezioso lascito.
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In
una lettera del gennaio 1951 al Sig. Elio Somma da Salerno, che aveva chiesto
informazioni sul violino di Paganini, la Prof. Marcenaro illustra le caratteristiche
del violino e ne richiama per sommi capi la storia:
AS.
Genova
11 gennaio 1951
In
riferimento alla sua lettera del 14 novembre u.s. Le trasmetto i dati riferentesi
al violino di Nicolò Paganini:
1)
il violino trovasi a Genova, nella sede del Comune, dal 4 luglio del 1851
per consegna fatta alla Civica Amministrazione dal Barone Achille Paganini,
figlio del sommo violinista. Racchiuso da allora in una nicchia ricavata
nella sala della Giunta non ne viene tolto che in occasione della annuale
revisione compiuta, al fine della conservazione, da un liutaio residente
in Genova a ciò appositamente incaricato dal Comune;
2)
che il violino sia effettivamente quello appartenuto a Paganini è
provato dal testamento del violinista in data 27 V 1837 con cui Egli disponeva:
"lego il mio violino alla città di Genova onde sia perpetuamente
conservato". Lo strumento fu consegnato dall'erede al Decurione di Città
LB. Migone e contrassegnato con nastro verde munito del sigillo recante
l'arma Paganini. Fu depositato in un armadio la cui chiave rimase a mani
del Barone Achille Paganini fino alla consegna ufficiale al Comune che
non potè avvenire prima a causa della mancanza di locale decoroso
e adatto per la conservazione del prezioso strumento.
3)
il violino è opera di Giuseppe Guarnerio. Reca infatti all'interno
il polizzino di carta con la scritta:
Joseph
Guamerius fecit Cremone Anno 1742 IHS
4)
Gli eredi di Paganini vivono a Milano, ma di essi il Comune non possiede
l'attuale indirizzo.
5)
il violino ha il fondo, le fasce e il manico di acero: la tavola armonica
di abete; la tastiera e la cordiera di ebano, i piroli di palissandro.
le
dimensioni dello strumento sono le seguenti:
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Lunghezza
della cassa armonica, compresi gli orli mm. 355 '/2
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Lunghezza
del manico compreso il capotasto mm. 133
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Lunghezza
del riccio fuori del capotasto mm. 101
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Lunghezza
totale del violino mm. 589'/2
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Lunghezza
del corista mm. 198'/2
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Lunghezza
della tastiera mm. 262
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Lunghezza
della cordiera mm. 115
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Lunghezza
della fascetta e compresi gli orli al centro del violino mm. 40'/2
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Lunghezza
dell' S sinistro misurato sulla sua normale mm. 80'/2
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Lunghezza
dell' S destro mm. 78
Coi
più distinti saluti
Marcenaro
Sig.
Elio Somma
Frazione
S. Vincenzo
Mercato
S. Severino (Salerno)
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Una
descrizione ufficiale del violino è quella diffusa dal Comune di
Genova, in un dépliant recante anche riproduzioni dello strumento:
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A
Palazzo Tursi, sede del Comune, è conservato in apposita teca il
violino di Nicolò Paganini, genovese, il più celebre violinista
di tutti i tempi. Paganini lo donò per testamento alla sua città
natale il 27 aprile 1837 (morì tre anni dopo): "affinché
sia perpetuamente conservato".
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Il
violino è opera del liutaio cremonese Giuseppe Guarneri, detto "del
Gesù" perché firmava con una croce aggiunta al suo nome gli
strumenti che costruiva, e risale al 1742. Paganini lo predilesse tra tutti
i violini che possedeva e lo aveva denominato
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"il
cannone" a causa della sua voce possente e sonora. Le caratteristiche
dello strumento sono, infatti, in alcuni particolari, leggermente diverse
da quelle degli altri violini.
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È
più lungo (centimetri 35,4 in totale), più alto (altezza
delle fasce laterali 31 millimetri), il legno della cassa armonica è
di 2 millìmetri più spesso dell'usuale e le due "effe" della
tavola superiore hanno lunghezze differenti (77 millimetri quella destra,
79 quella sinistra); infine la cordiera, cioè il pezzo a cui sono
ancorate le corde, è più corta di un centimetro rispetto
a quelle normali. Quest'ultimo particolare conferma l'eccezionale estensibilità
delle dita della mano sinistra di Paganini, che riusciva ad effettuare
passaggi su tre e quattro corde non in successione ma come accordi simultanei.
La sua leggendaria abilità lo elevò a vertici insuperati
di virtuosismo, ma gli costò spesso tra i contemporanei la qualifica
di "demoniaco".

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Paganini
suonava il violino senza usare la mentoniera, che ai suoi tempi non era
ancora in uso, quindi poggiando il mento direttamente sulla cassa armonica:
probabilmente per questo si nota sulla parte terminale della tavola superiore,
a sinistra della cordiera, una leggera abrasione della vernice. E nella
custodia dello strumento, esposta insieme al violino, dentro la quale Paganini
per i suoi concerti ha portato in tutta Europa compresa la Russia il suo
amato "Cannone", manca infatti lo spazio necessario per contenere una mentoniera.
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Lo
storico "Guarneri del Gesù" donato alla sua città dal violinista
più famoso del mondo è oggetto di premurosa attenzione da
parte della cittadinanza, come dimostrano le ricorrenti polemiche sui giornali,
con la partecipazione dei lettori, del suo "stato di salute" e la sua conservazione.
Da esse emergono diversi orientamenti: vi sono coloro che amano il violino
di Paganini come una reliquia, da tenere chiusa nella sua teca per l'ammirazione
dei visitatori facendola uscire soltanto in occasioni eccezionali;
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e
vi sono altri che lo amano come strumento musicale da mantenere "vivo"
proprio perché fu di Paganini ed ha caratteristiche eccezionali
che non devono andare perdute, come inevitabilmente accadrebbe se lo si
considerasse soltanto un cimelio e alle fibre del suo legno venisse impedito
di vibrare frequentemente nell'uso dello strumento da parte di violinisti
qualificati.
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Tenuto
conto delle diverse opinioni, da alcuni anni il prezioso strumento viene
periodicamente suonato, nella stessa sala in cui è esposto, da un
violinista incaricato dal Comune, che si avvale della consulenza di una
Commissione di esperti allo scopo di tenerlo "vivo"
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Le
sue apparizioni in pubblici concerti, talvolta anche all'estero, rimangono
comunque eccezionali. il violino è sempre accompagnato dal Segretario
Generale, con l'assistenza del liutaio di fiducia del Comune. Ogni anno,
il 12 ottobre, "Giorno di Genova e di Colombo", lo strumento viene suonato
dal vincitore del Concorso Internazionale di violino, intitolato a Nicolò
Paganini.